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Pesca in alta montagnaLa magia di un'arte Trote fario. Temoli. Salmerini. I pescatori non tornano mai a casa con i cestini vuoti nella valle di Livigno. Gia in primavera, quando le nevi si sciolgono, le acque sono piene di piccoli pesci, pronti a crescere e a raggiungere in estate, la misura giusta per finire all'amo dei pescatori di montagna. Per una pesca comoda ci sono il lago di Livigno e il torrente Spoel, unico affluente italiano del Danubio. Dove si arriva in auto e si pesca insieme a un istruttore, che conosce i segreti e i punti più pescosi del lago. Ma il fascino maggiore è quello dei laghetti di alta montagna, specchi azzurri che riflettono il cielo e le nuvole, trasformando la pesca quasi in un'esperienza mistica. Con un attrezzatura leggera si parte di buon mattino e si cammina nel silenzio, rotto solo dal vento e dal canto dei ruscelli. Bisogna conquistarlo il lago delle Mine, dopo aver camminato dalla chiesetta della Tresenda lungo la valle delle Mine. Fermandosi magari a gettare l'amo nel torrente dalle acque gelide. Come bisogna faticare per scegliere il punto più pescoso del laghetto delle Scale, le cui acque celano, secondo un'antica leggenda, il pauroso mostro Ravan. Muovendosi piano, senza fare rumore, per non rompere la magia di un'arte. |
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